Paola Zukar – RAP una storia italiana –

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Ho il piacere di farvi recensire da una mia cara amica Ambra R. un libro, secondo me, molto importante per il mondo del rap italiano; qui di seguito vi riporto cosa lei pensa del libro letto:

Paola Zukar, classe 1968, donna forte ed energica di Genova. Appassionata di musica rap e cultura hip hop dagli anni 80, decide di fare della sua passione una professione, iniziando a lavorare per “Alleanza Latina”, conosciuta al grande pubblico come “Aelle”, la prima rivista italiana a trattare rap. Grazie al suo duro lavoro, riesce ad entrare negli anni 2000 in Universal, dove inizia a promuovere il rap italiano su larga scala.

Paola comincia a lavorare con artisti che diventeranno poi pilastri del rap italiano, cominciando da Fabri Fibra, riconoscendo subito il suo talento e il suo diverso modo di porsi al pubblico. Continua con Marracash e Clementino, promuovendo e lavorando con vari artisti, anche genovesi, come Izi.  Tutti artisti con una marcia in più, in grado di raccontare davvero qualcosa di stessi e di fare la differenza, con qualcosa da dire e qualcosa da esternare al mondo.

Fonda l’etichetta discografica Big Picture Management e nel 2017 decide di pubblicare il suo primo libro, intitolato proprio “Rap”. Paola approfondisce in particolare il lato italiano del rap, raccontando i suoi esordi con Aelle, la sua fatica e la sua forza di volontà, i sogni e i progetti di tante persone che, come lei, credevano davvero di poter cambiare il modo di vedere il rap da parte degli italiani. Nonostante le difficoltà con le radio e con il pubblico, ormai abituato solo ad un tipo di sound smielato e Sanremiano, Paola vince su tutti e dimostra di essere una vera e forte donna in grado di farsi spazio nell’ambiente musicale, diventando un pilastro fondamentale per gli artisti di oggi. Racconta degli anni di crisi e degli anni di successo del rap e racconta la maturazione degli artisti che segue tuttora, sfornando per ognuno un progetto ad hoc, senza sbagliare un colpo.

Paola approfondisce anche l’aspetto base del rap, partendo dall’America, scrivendo dei suoi viaggi negli USA e nel suo stretto contatto con la musica americana, di come ha conosciuto la cultura hip hop e di come sia diventata poi la sua vita. Continua trattando svariati argomenti, come la pirateria, l’avvento delle piattaforme streaming, le radio italiane e il loro gusto musicale, la gestione degli artisti di successo in Italia, la scomodità dei testi rap (quelli che dipingono davvero il nostro paese e che dicono sempre la verità).

Libro decisamente interessante e da divorare, ricco di citazioni di canzoni americane e italiane, con riflessioni e pensieri sulla base dell’analisi dei testi, partendo dalla musicalità delle parole fino a ciò che in Italia non si dovrebbe dire in una canzone. Perchè, come dice Fibra nel suo nuovo cd “Fenomeno”, “in Italia il rap è una cosa da ragazzini”. E Paola è qui proprio per dimostrare il contrario.

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