IPPOCASTANO COMUNE albero dalle tante proprieta curative

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L’ippocastano comune (Aesculus hippocastanum) è un albero antichissimo. I suoi frutti somigliano molto a quelli del castagno, ma sono tossici per l’uomo.   Molto diffuso in Europa, viene usato come albero ornamentale nei viali, come pianta isolata o per creare una zona d’ombra. Tollera bene le basse temperature e non ha particolari esigenze in fatto di suolo, anche se cresce meglio nei terreni fertili.  Si utilizza principalmente l’estratto dei semi.

L’ippocastano è uno dei Fiori di Bach, white chestnut. E utile quando la mente è ingombra di pensieri che non vorreste avere e che non ci permettono di concentrarci come vorremmo.

Che differenza c’è tra l’ippocastano e il castagno? Si distingue dalla forma delle loro foglie: il castagno le ha semplici, inserite alternate sul ramo, l’ippocastano le ha composte. I semi dell’ippocastano, simili alle castagne, si distinguono per la forma diversa, più sferica. Sono diversi anche i frutti, i ricci del castagno sono ricoperti da aculei sottili molto fitti, i frutti dell’ippocastano presentano aculei radi e tozzi. L’ippocastano fiorisce tra aprile e maggio mentre il castagno Inoltre, dal punto di vista botanico, la castagna commestibile (derivata da specie del genere Castanea) è un frutto, mentre la “castagna d’india” è un seme. Anche il frutto del castagno è un seme che produce la pianta che sarà poi innestata per migliorarne la qualità.

Questo bellissimo albero contiene escina, una mistura di saponine, sostanze dotate di attività antinfiammatoria, vaso-protettrice e vaso-costrittrice. La giusta quantità di escina giornaliera è di 100-150 mg.

COME PIANTA CURATIVA  Il seme utilizzato nella medicina tradizionale ha azione vasocostrittrice e decongestionante, utile per la salute dei reni e delle vene. Impiegato anche per trattare contusioni, distorsioni, mal di schiena, prostratiti croniche, e utilizzato nel trattamento delle malattie rettali come emorroidi e ragadi anali in forma di pomata, in tutti i disturbi circolatori, nelle condizioni di insufficienza venosa periferica e nelle sindromi postflebitiche. Combatte la ritenzione idrica di sodio e cloruri, stimolando la diuresi. Ha un effetto antinfiammatorio e riduce la permeabilità dei capillari aumentandole la resistenza e l’elasticità, grazie anche all’estratto di flavonoidi. Utile anche contro la cellulite perché agisce sul sistema che regolarizza la circolazione dei liquidi, sciogliendo gli edemi. Le foglie di ippocastano, invece, vengono utilizzate per combattere la tosse, le artriti e i reumatismi e dolori mestruali.  L’ippocastano viene usato anche dalla medicina omeopatica, sotto forma di gocce orali, granuli e macerato per curare emorroidi, dolore nella zona sacro-iliaca, lombalgie, vene varicose e ulcere venose. E inoltre impiegato per la preparazione del rimedio omeopatico in granuli chiamato “Aesculus hippocastanum 5 CH”.

CONTROINDICAZIONI  Non è consigliato l’utilizzo durante la gravidanza e l’allattamento. Posso verificarsi raramente disturbi gastrointestinali e prurito. L’ippocastano contiene anche cumarine che ha attività anti-trombotica. Si consiglia di non assumere ippocastano che potrebbe annullare o ritardare l’effetto di farmaci antiaggreganti o anticoagulanti. Si ipotizza inoltre che alte dosi di escina possano danneggiare i glomeruli e i tuboli renali per cui se ne sconsiglia l’uso in caso di insufficienza renale.

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