Viaggio virtuale al Palazzo del Principe Andrea Doria

tutto iniziò cosi

Un tempo era una delle ville più imponente di tutto il territorio genovese. Andrea Doria la fece costruire su un lotto di terreno ottenuto unendo tre ville vicine, acquisite in tempi diversi. Costruì così la sua villa genovese nel terzo decennio del 500, posizionata in prossimità del mare. Il cortile delimitato dai portici terrazzati ed aperti verso il mare ma dalla pianta irregolare segue sicuramente il modello di architettura genovese di quei tempi. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_9822.jpg

Andrea Doria era un uomo d’armi, ammiraglio e politico e commissionò a Pietro Bonaccorsi, detto Perin del Vaga, allievo di Raffaello con cui lavorò insieme a Giovanni da Udine per decorare le logge vaticane. Perin del Vaga fu chiamato a Genova nel 1528 per fare del palazzo un tutt’uno di stucchi e pitture a fresco, a olio e d’ogni sorte.

Alla morte di Andrea Doria nel 1560, il palazzo fu ereditato da Giovanni Andrea I Doria, il figlio, che fece una significativa opera di ampliamento della Villa. Fece aggiungere stanze a levante e sale verso il giardino di Ponente e tanti altri lavori importanti. 

Nel 1671 i Doria si imparentano con i Pamphilj e nel decennio seguente si trasferirono da Genova a Roma e da quel momento principale residenza della famiglia. Il Palazzo perse gradualmente importanza e nel XIX, il contento urbanistico subì dei cambiamenti, tra cui la perdita del giardino settentrionale, la totale demolizione del pergolato e lo sbancamento di una parte del giardino nord per la costruzione della linea ferroviaria Genova-Torino

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_9812-1.jpg

…Il giardino di Andrea Doria

Quando Andrea fece costruire il palazzo adeguò anche il giardino all’importanza della dimora. Ideato (si ipotizza) da Pierin del Vaga all’incirca nel 1528 e nel 1545 da Montorsoli con nuove aggiunte di fabbriche e giardini bellissimi. Dobbiamo immaginare il giardino in tutta la sua bellezza, a sud affacciato sul mare e a nord con terrazze che risalivano la rapida collina di Granarolo. Gli amatissimi giardini di Pierin del Vaga accolsero Carlo V nel suo soggiorno a Palazzo nel 1533. Nel primo livello del giardino, nella parte a nord del palazzo, era installato un pergolato monumentale chiamato la cubba, che aveva anche funzione di luogo teatrale, dove si svolgevano feste e giochi. Era formato da colonne doriche e pilastri e un ninfeo centrale. Era unito al piano del palazzo da una passerella che scavalcava la sottostante via pubblica . Purtroppo venne distrutta intorno al 1850 per costruire la linea ferrata. (Cosa abbiamo perso?).

Ha resistito nel corso dei secoli la Fontana dei Delfini, con una struttura a vasche sovrapposte e contornata da putti, delfini e grifoni. Il Montorsoli, nel 1547 fece costruire un mostro marino, chiamato il Satiro che cavalca un delfino, caratterizzato da una serpentina, in origine collocato al centro di una peschiera nei giardini meridionali. 

img_0146

Per il giardino nord fu creato un sistema di terrazze, con pergolati, boschetti di agrumi, ornati da statue e fontane. 

I Giardini di Giovanni Andrea I

L’immagine definitiva del Giardino dal 1540 al 1606 di deve a Giovanni Andrea I. Incarica l’architetto G. Ponzello di ampliare i giardini ereditati. Fece contornare il giardino meridionale con costruzioni per diversi usi, sul lato est un guardaroba con forni e mulini, sul lato sud una loggia sul mare, con terrazze sorrette da colonnati, corte centrale e scalinata di accesso trionfale, mentre sul lato ovest un’uccelliera a forma trapezioidale, oggi distrutta, che suscitava lo stupore ammirato di tutti i visitatori. Racchiudeva un bosco di alberi di alto fusto, su cui si posavano fagiani e altri uccelli, contornata da tre grandi fontane e alcuni dipinti. 

Nel progetto di Giovanni Andrea I domina sicuramente la Fontana di Nettuno (nelle foto seguenti), che allude al potere dei Doria nelle Acque.

img_9815-1

Raffigurato alla guida di un cocchio a conchiglia tirato da tre cavalli marini, Nettuno sovrasta una vasca a dodici lati con aquile con artigli che prendono serpenti e mostri marini.

img_9828

Un visitatore tedesco, nel 1599, scrive di quattro fontane delle Quattro Stagioni, costruite agli angoli del giardino, che sono state ritrovate nella posizione di costruzione, fornite di sistema di tubatura dell’acqua.

…Il Giardino oggi

img_9722

Nell’inizio dell’Ottocento, il giardino a mare manteneva la struttura del secolo precedente, ma alla metà dell’Ottocento quando il principe Filippo Andrea V e la moglie decisero di aggiornare i giardini seguendo il gusto romantico del periodo imposto da Roma. Il giardino settentrionale, invece fu compromesso dalla costruzione della ferrovia Genova – Torino, provocando la perdita del primo livello e di conseguenza anche la “cubba”. Nei primi del Novecento lo sbancamento della Collina di Granarolo  per avviare la costruzione di case e dell’Hotel Miramare, fecero perdere tutto tranne la grotta Doria.

img_0144

Nel ventesimo secolo venne definitivamente interrotto il rapporto della Villa con il mare, demolito per costruire una strada altamente trafficata. Nel 1944 i bombardamenti causò notevoli distruzioni, ma per fortuna il recupero degli elementi danneggiati fu immediato. Il degrado degli anni successivi però fu elevato. Il giardino fu adibito a cinema all’aperto fino al 1997, anno in cui gli ultimi eredi capirono l’importanza del giardino e, con l’aiuto di Ada Segre, riportarono per quanto possibile alla visione del giardino tardo cinquecentesco

img_9817
img_9819

Gli interni

Lo scalone

img_9813

La volta dello scalone, intonacata con marmorino lucido, composto da calce e polvere di marmo finissima, era caratterizzata da una finitura proteica e minute scenette ispirate sicuramente ai modelli della Domus Aurea. Nel 1805 in occasione del soggiorno di Napoleone, la volta fu ripitturata con incorniciature geometriche nei toni del grigio, del violetto e del rosa. Nel 1845 intervenne Angelini, maestro perugino, con una griglia di sottili cornici a stucco eseguite a stampo. All’interno dei riquadri vennero dipinte con tempera invenzioni del pittore. Al centro della rampa inferiore c’era lo stemma della famiglia Doria Pamphilj. Restaurata nel 1999 riportando alla luce quasi tutto il disegno iniziale, tranne che nei tratti dove fu coperto dalle cornici di stucco dell’ottocento. 

La Loggia degli Eroi

img_9720

La loggia è l’unica stanza del Palazzo con decorazioni anche nei muri, a differenza delle altre stanze dove i muri sono coperti di parati intessuti di fili d’oro e di arazzi. A partire dal XVIII secolo l’ambiente è stato chiuso dal lato mare con vetri che fino ad allora erano aperti al giardino sottostante e al mare. 

img_9723

Nella loggia sono ritratti dodici guerrieri che raffigurano i dodici antenati di Andrea nelle vesti di Antichi Romani, tranne Filippo in veste moderna. Riconosciamo gli antenati di Andrea dallo stemma di famiglia, un’aquila nera su sfondo oro e argento e dalla scritta PRAECLARAE FAMILIAE MAGNI VIRI MAXIMI DUCES OPTIMA FECERE PRO PATRIA che tradotto “I grandi uomini dell’illustre famiglia, comandanti supremi, fecero cose ottime per la patria”. Da ovest verso est sono rappresentati sul lato breve:

  • Ansaldo, ammiraglio dell’impresa contro i Mori di Spagna (1147-1149)
  • Oberto, che portò la flotta genovese alla vittoria contro Pisa nella battaglia di Meloria (1284)
  • Corrado, che distrusse Porto Pisano (1290)
  • Lamba, che vinse a Curzola contro Venezia (1290)
  • Rosso, ammiraglio dell’imperatore Federico II 
  • Odoardo, che sconfisse i catalani (1335)
  • Filippo, conquistatore di Tripoli (1355)
  • Pagano, liberatore di Galata (1351)
  • Luciano, vincitore nella battaglia di Pola 
  • Pietro, conquistatore di Chioggia (1379)
  • Antonio, che combattè gli aragonesi 

mentre sul lato breve che chiude la loggia ad est:

  • Tomaso, difensore di Albenga (1437)

Sopra le quattro porte minori sulla parete di fondo ci sono vessilli in cui possiamo leggere “BENE MERENTIBUS tradotto “A coloro che hanno meritato”.

Il Salone di Giove o dei Giganti

Nella sala centrale dell’appartamento di Andrea, il tema che viene raffigurato è quello di Giove che folgora i Giganti ribelli, che secondo il mito greco, assaltarono l’Olimpo privandolo agli dei del cielo. Ne segui una lotta, nella quale gli dei olimpi ne uscirono vincitori. Al centro di una parete della stanza, c’è uno splendido camino in pietra nera di Promontorio e marco di Carrara con decorazioni a tema fuoco.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_0136.jpg

Dal questo salone si può accedere ad est alla sala della carità Romana, che comunica anche con la loggia degli Eroi, ed a Ovest alle prime due camere private dell’appartamento di Andrea, la sala di Perseo e la sala dei Sacrifici.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img-20170311-wa00471.jpg

Le camere dell’appartamento di Andrea Doria

Di matrice borgomana, imposto da Carlo V alla corte spagnola, si basava su tre stanze, la sala principale provvista di anticamera, e due camere vicine e comunicanti. Nella prima stanza, cioè la stanza dei Giganti erano ammessi tutti i gentiluomini di un certo rango, nella seconda solo gli uomini di un certo rango e nella terza solo chi veniva invitato dal Principe o dal sovrano. All’epoca, quando un ospite importante era in visita a Palazzo, l’intero piano nobiliare veniva destinato all’ospite e i Doria si ritiravano altrove.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_0145.jpg

Curiosità

  • Nell’Aprile del 1849 gli scontri legati ai moti anti piemontesi provocarono danni alle pitture e agli stipiti in pietra di Promontorio delle porte. Contro gli insorti arroccati all’interno del Palazzo il generale La Marmora inviò il diciottesimo reggimento di fanteria. Fuggiti e uccisi i ribelli, il Palazzo fu saccheggiato e i soldati sfregiarono gli arredi e i muri soprattutto i volti degli eroi Doria della Loggia.
  • Nel 1944 invece, i bombardamenti causarono danni alle coperture soprastanti provocando infiltrazioni d’acqua piovana ed umidità all’interno del Palazzo. 
  • Ad Andrea Doria piaceva collezionare arazzi ed argenti, ed è per questo che il Palazzo era famoso.
  • Nell’inventario dei beni, steso dopo la morta del Doria, si registra la presenza di un letto in tutte le stanze del suo appartamento, eccetto il salone.

Published by

Alessandra

Alessandra, nata nel 1983, Store Manager di un Tre Store a Genova, appassionata di cellulari a marchio Apple. Agrotecnico, cresciuta in un azienda di Floricoltura a Genova, adoro la fotografia e coltivare piante. Ho una casa in campagna in cui posso rilassarmi e godermi la natura con il mio compagno; amo il rap italiano e l’hip-hop old school e l’rnb, malata di serie tv, Netflix è il numero uno in questo campo. Ho deciso di aprire questo Blog per darvi qualche consiglio su prodotti beauty e su piante medicinali e officinali. Per collaborazioni trovate il modulo nella sezione contatti.

5 risposte a "Viaggio virtuale al Palazzo del Principe Andrea Doria"

Rispondi a La Bottega dei Cappelli e Please Another Makeup Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...