Santissima Repubblica di San Marino, ultima tappa

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Relinquo vos liberos ab utroque homine

la tradizione vuole che questa frase sia stata pronunciata da San Marino prima della sua morte, costituendo il fondamento della libertà e dell’indipendenza della Repubblica omonima. si traduce in italiano come: vi lascio liberi da ambedue gli uomini, sottintendendo le figure del Papa e dell’Imperatore.

San Marino, detta Serenissima Repubblica di San Marino, che si trova al confine tra le lEmilia-Romagna (provincia di Rimini) e le Marche (provincia di Pesaro e Urbino). A partire dal 2008 il centro storico della Città di San Marino e il monte Titano sono stati inseriti dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità in quanto “testimonianza della continuità di una repubblica libera fin dal XIII secolo”.

in dialetto sammarinese: San Marèin o San Maroin

San Marino è il terzo Stato più piccolo d’Europa senza sbocco al mare. L’indipendenza di questa Repubblica ha origini antichissime, tanto che San Marino è ritenuta la più antica repubblica del mondo tuttora esistente. Lo stemma della Repubblica raffigura il monte Titano con ben evidenti le tre rocche: Cesta, Guaita e Montale. Ciascuna delle tre verdi cime del monte è sormontata da una torre d’argento merlata, distinta di nero e con in cima una piuma di struzzo di colore argento. L’ ornamento esteriore porta due rami divergenti di color verde: d’alloro quello posto a sinistra, di quercia quello a destra. I rami sono legati in basso da un nastro che reca la parola latina Libertas. La corona rappresenta la sovranità dello Stato, che non riconosce altra sovranità al di sopra di sé. Tale significato è enfatizzato dalle piume, da sempre un antico simbolo di libertà da vincoli.

Se avete in programma di visitare San Marino, scegliete due giorni in primavera, in modo da non morire di caldo. Forse anche i visitatori saranno meno presenti, noi siamo andati ad Agosto ed era pieno di turisti. Il mio consiglio è di godervi la città percorrendo, visitare dopo i monumenti e i musei e per ultimo le tre torri. Se avete solo un giorno di tempo, lasciate perdere le torri e godetevi i monumenti e i musei.

Basilica del Santo

Questa Basilica è dedicata al patrono della città. Sorge in piazzale Domus Plebis, dove un tempo sorgeva la vecchia Pieve cinquecentesca. E’ stata progettata e costruita a partire dal 1826 da Antonio Serra, un architetto bolognese, ed è il principale edificio sacro del paese perché conserva le reliquie di San Marino, il fondatore della comunità sammarinese. Sul retro di trovano gli Orti Dell’Arciprete, luogo usato per concerti e altri eventi. Vi consiglio, se avete intenzione di visitare l’interno, di non indossare gonne o pantaloncini, e neanche canotte, non vi faranno entrare.

La Prima Torre

La Rocca, conosciuta anche come Guaita o Prima Torre, è la maggiore e la più antica delle tre rocche presenti a San Marino. La parola Guaita, tuttora presente nel dialetto locale significa “fare la guardia” Dopo l’ultimo restauro del 1930, la Rocca è stata resa accessibile ai visitatori. Il nucleo centrale della torre fu un posto di guardia e rifugio dei primi abitatori del Monte Titano e risale all’undicesimo secolo.

Due cinte murarie difensive proteggono la torre e cioè la cinta esterna, coronata da merlature e rafforzata da torrioni angolari che facevano già parte del primo girone di mura costruito a difesa della città, e la cinta interna che è anche la più antica. Accessibile tramite un ingresso sopraelevato, rinchiude in sé la Torre Campanaria, la Torre della Penna e gli alloggiamenti delle legioni, tramutati in seguito in carceri. Nelle celle della prigione venivano ospitati coloro che dovevano scontare pene non superiori ai sei mesi mentre per pene superiori era previsto il trasferimento nelle carceri italiane. Dal 1970 il carcere è stato spostato nel Carcere dei Capuccini a Città.

La torre ha pianta pentagonale e non ha fondazioni in quanto poggia direttamente sulla roccia del monte. Con il suo Campanone durante i secoli passati chiamava i cittadini alla difesa del paese nei momenti di pericolo. .Dall’alto del campanile è possibile ammirare l’intera città, le montagne dell’Appennino romagnolo ed i castelli vicini, come quello di Verucchio.

Seconda Torre

La Cesta sorge sulla vetta più alta del Monte Titano ed era utilizzata come torre d’avvistamento già in epoca romana. Nel 1320 furono aggiunte fortificazione che costituiscono la seconda cinta difensiva della città. La porta della torre fu aperta nel XVI secolo.

Il fortilizio è stato restaurato nel 1924 con un intervento che l’ha salvato dal degrado restituendogli l’aspetto originario.E anche sede del Museo delle armi antiche di San Marino, dove sono esposti circa 700 esemplari di armi appartenenti a diverse tipologie ed epoche di realizzazione. L’esposizione si articola su quattro differenti sale e ospita alcuni importanti esemplari di armatura, armi in asta, armi da fuoco a miccia, a ruota, a pietra focaia o armi sperimentali dell’Ottocento.

La Terza Torre

ll Montale, ha una pianta pentagonale e fino al XIII secolo era un fortilizio staccato dalle altre due rocche, che venne collegato nel 1320 da una muraglia, di cui sono ancora visibili alcune tracce.La Torre, chiamata Palatium Montalis, rivestì una grande importanza nelle lotte contro i Malatesta che possedevano il vicino castello di Fiorentino. Con la distruzione del castello malatestiano di Fiorentino nel 1479, il Montale fu abbandonato. Nella Torre c’è una prigione, detta Fondo della Torre, profonda sei metri e alla quale si può accedere solo dall’alto. Al contrario delle altre due torri, non è accessibile al pubblico, ma offre comunque ai visitatori un suggestivo panorama.

Palazzo Pubblico

Il palazzo pubblico di San Marino, chiamato anche Palazzo del Governo, è il luogo nel quale si svolgono le cerimonie ufficiali della Repubblica di San Marino ed è sede dei principali organi, quali i capitani reggenti, il Consiglio Grande e Generale, il Consiglio dei XII ed il Congresso di Stato. L’edificio è stato costruito dove un tempo sorgeva la Domus Magna Comunis, della fine dell XIV secolo (1380-1392). Il vecchio palazzo, nonostante numerosi restauri, fu abbattuto verso la fine dell’Ottocento.

Il nuovo palazzo pubblico fu costruito tra il 1884 e il 1894 su progetto dell’architetto romano Francesco Azzurri, che lo disegnò nello stile severo e semplice dei palazzi comunali del duecento e del trecento. La prima pietra fu posata il 17 maggio 1884 mentre la solenne inaugurazione avvenne il 30 settembre 1894. Oratore della cerimonia fu Giosuè Carducci, che nell’occasione pronunciò il discorso sulla libertà perpetua. Per i lavori in pietra fu impiegata manodopera locale, mentre per le decorazioni, gli arredi e i manufatti furono scelti artigiani forestieri.

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