Beauty dal mondo

Il rossetto tra fascino ed emancipazione

Dalla Mesopotamia alla Fifth Avenue di New York. Già nell’antica civiltà della Mesopotamia le donne usavano abbellirsi decorando le labbra con pietre colorate e gioielli sbriciolati; nella tomba della sovrana sumera Shubad (2600 – 2500 a. C.) viene rinvenuta traccia dei primi prototipi del rossetto: un pennellino con un cofanetto contenente polvere rossa, olio di sesamo e di rosa. Gli uomini e le donne dell’Antico Egitto indossavano il rossetto come simbolo di potere e status sociale. Cleopatra utilizzava un composto ricavato dai pigmenti di coleotteri, formiche, squame di pesci e cera d’api. In Cina, nel periodo della dinastia Tang ( 618 – 960 d. C.) si usavano rossetti a base di cera d’api, farina di riso o biacca; solfuro di mercurio o cartamo come coloranti. Sulle labbra incipriate venivano disegnati motivi decorativi ispirati dalla natura: si ottenevano bocche piccole e rosse come ciliegie. Anche nella Roma Imperiale il purpurissum, “tintura rossa” – ricavato dalla feccia del vino, dalla polvere d’ocra, dalla cocciniglia o dal solfuro mercurico – veniva usato non solo dalle donne, ma anche per decorare le statue degli dèi durante le celebrazioni religiose. Simbolo di dissoluzione e malcostume nell’Antica Grecia, le labbra rosse erano un obbligo per le prostitute per essere meglio identificate. Durante il Medioevo, per la forte religiosità, questi cosmetico è etichettato come demoniaco e ne viene proibito l’utilizzo. Popolare nel XVI secolo, Elisabetta I d’Inghilterra sfoggia pelle chiarissima e labbra scarlatte. Il suo rossetto aveva la forma di un bastoncino fatto di cera d’api e pigmenti vegetali essiccati. Dal 1600 in Giappone si è diffuso il Komachi Beni estratto dai petali del benibana, è un rossetto naturale che contiene un pigmento di colore rosso. Ha un effetto naturale di lucentezza, si regola la quantità con l’acqua per ottenere diversi colori e sfumature. Nella corte francese del ‘700, il trucco rappresenta uno status symbol e un segno di nobiltà. Nell’800 puritano del Regno Unito della Regina Vittoria, vietato dal Parlamento britannico che accusa di stregoneria le donne che seducono gli uomini sposati con labbra rosse, si impone il pallore del viso e di lucidare le labbra solo con grasso di balena. Roger&Gallet avvia la produzione del primissimo rossetto rosso in stick nel 1910. Nel corso del ‘900, il rossetto si diffonde grazie al suo largo utilizzo nell’industria cinematografica come simbolo di sensualità esibito dalle più famose celebrità e star del cinema: Marilyn Monroe, Grace Kelly, Liz Taylor, Rita Hayworth, Ava Gardner, Lana Turner. Durante l’ascesa del movimento politico femminista a New York, le suffragette decidono di indossare il rossetto nella marcia del 1915 mentre protestano per la conquista del diritto di voto, il rossetto diviene così simbolo della difesa dei diritti delle donne. Si ipotizza che Elizabeth Arden abbia regalato il rossetto Red Door Red lungo la Fifth Avenue davanti al suo negozio sulla stessa via. Ricevuto l’incarico dal governo americano di creare un rossetto di colore coordinato con i profili rosso delle uniformi delle donne dell’esercito durante la seconda guerra mondiale, E. Arden crea il celebre Montezuma Red e il Victory Red. H. Rubinstein invece inventa il Regimental Red! Negli anni della dittatura, odiato da Hitler perché faceva apparire impure le donne ariane, venne utilizzato nei paesi alleati come espressione antifascista. Star della musica come Madonna e Ryanna hanno fatto entrare nella storia rispettivamente il Russian Red e il Ruby Woo di Mac. In tempi recenti, in seguito ad una partnership durata qualche anno, il Made in Italy RossoAlitalia di Diego dalla Palma è stato scelto per il total look delle hostess della compagnia aerea, nella particolare pigmentazione “Blue Undertone”, nuance adatta a tutti gli incarnati.

C’è un rosso per tutte!

Be different!

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